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mercoledì 14 settembre 2016

Macchie

Ho pensieri complicati in questi giorni.
 Ghirigori di emozioni che si sviluppano e si attorcigliano anche solo  guardando  vecchie macchie di sporco dimenticate sul pavimento.
Basterebbe un colpo di straccio? La fate semplice voi.
Sono complicata in questo momento, come non lo sono mai stata. Io che mi vantavo di essere una semplice.
Un po' come mi è successo con la vista. Ti vanti di vederci benissimo, fai la furba con lo Scettico che non legge i numeri della sveglia e bang, incominci a non vederci niente e ti devi far leggere gli ingredienti e il prezzo dei prodotti da Kroger, dalle vecchiette previdenti con gli occhialetti fashion. Pensi di essere una semplice e di veleggiare alla grande attraverso le tempestine quotidiane e bang, sballottata e senza punti di riferimento.
Ho pensieri che litigano in questi giorni. A volte li lascio fare e altre cerco di metterci una fine ma loro, i subdoli,  fanno finta di fare pace e poi giri l'occhio e si menano sul pavimento, vicino alla macchia di prima.
I pensieri complicati lavorano dentro, silenziosi.
 Piccole talpe che scavano nella pancia. Quando escono lasciano il segno. Le aspetto.
Passo vicino alla macchia ma non sono ancora pronta a passare il mocio.
Mi sono messa in castigo da sola.


giovedì 30 giugno 2016

Thanatos...ma per finta.

Ma non scrivi più? Come mai non scrivi? Perché non aggiorni? Cosa succede?
Dire che ho il blocco dello scrittore mi sembra pomposo. Scrittore di che?
Dire che non ho tempo,  che ho un sacco di cose da fare, tanti progetti nei cassetti mi pare un filino esagerato. C'ho talmente tanto tempo che li metto a posto i cassetti, in questo periodo. Tutte le mutande a sinistra, i calzini in fila a destra e in mezzo le calze di nylon tutte appallottolate ( ma quante doppie ha questa parola?)
Dire che...
Cosa vi devo dire? Che forse non mi soddisfa più raccontarvi gli aneddoti di vita quotidiana con lo Scettico sullo sfondo, che la mancanza di Pelosone raffredda il cuore in maniera proporzionale alla pulizia dei tappeti. Penso che se fossi una mente matematica potrei scrivere  una formula che spiega il rapporto tra la scomparsa del suo pelo e la curva del mio morale, qualcosa tipo così :

Dove L sta per Lui ( quando c'era LUI), x è il quantitativo di pelo sparso al minuto ...

Comunque, pelo e matematica a parte, restano queste pagine vuote, giorno dopo giorno che lo ammetto fanno proprio tristezza.
Sarà che sono in una fase delicata della vita ( questa è bella come scusa, me la segno!), una di quelle fasi in cui tiri le somme ( ancora la matematica, strano!) ma vorrei passare ad un livello superiore, raccontare qualcosa in più, trasmettere meglio i miei pensieri e sono piena di dubbi.
Ecco il punto è proprio questo. Sono piena di dubbi.
Talmente dubbiosa che non riesco a decidere niente. Non ponetemi nessun quesito in questi giorni perché entro in un loop assurdo e la mente rimbalza come una pallina da flipper sulle due o più possibili soluzioni.
Quando lo Scettico inizia con: " Allora, cosa facciamo con..." parte l'ansia. E la tentazione è quella di mettere in atto quella tecnica geniale,  dai quella degli opossum, la tanatosi ( grazie amica etologa!),
che uno si butta per terra e fa finta di essere morto e gli altri continuano a fargli domande ma dopo un po' si stufano e vanno a lavorare...
Ecco! Il mio blog è in uno stato di  tanatosi. Sembra morto ma non lo è.
Ma lo capiscono solo gli esperti.




martedì 17 maggio 2016

Visite

In quanto blogger sono un pochino vanitosa, lo ammetto.
Di tanto in tanto vado a controllare le statistiche, gentilmente offerte dalla piattaforma che mi ospita e oltre a meravigliarmi sempre di quante persone passano e leggono le mie parole strampalate, mi perdo ad osservare da dove arrivano. Che ci crediate o no, ho anche lettori russi, sudafricani, tedeschi e gente che perde tempo dall'Ucraina. (?)
Poi ci sono gli amici blogger che arrivano puntuali e che io riconosco dal titolo del blog, ci sono gli accessi da Facebook e quelli anonimi che cascano qui attirati da ricerche bizzarre.
A proposito, mi dispiace per chi si informava su come accedere ad un colloquio di assunzione alla Bialetti e si è sorbito una tiritera sull'amore o le mie lacrime per la perdita di Pelosone.
Vorrei rassicurare invece chi cercava legname altoatesino lavorato che è sulla giusta strada, ottimo prodotto. Non demorda, se vuole posso dare due link.
Sui calzini della Merkel è vero che devo essermi sbilanciata in passato ma non per questo posso dirmi un'esperta in biancheria intima dei leader europei o sapere che tipo di mutande usi attualmente Renzi o David Cameron, sorry.
E poi mi sorprende e mi commuove vedere che sei passata di qui anche se la logica sa che non puoi essere stata tu a fare l'accesso.
Ma mi piace pensarlo e immaginare che ancora navighi tra i blog che amavi.
E allora a mia volta vengo a vederti anche se so che non ci saranno novità e che troverò, ancora, il saluto tenero di tuo figlio come punto finale.
Ciao Marilena.

lunedì 2 maggio 2016

Impossibile trovare il file. Verificare che il percorso e il nome del file siano corretti e ritentare.

Sono bloccata, inaridita, spenta, in attesa.
Aspetto, senza realmente aspettare niente.
I pensieri girano in tondo come quei cerchietti malefici che girano, girano quando aspetti che una pagina si carichi sul tuo schermo.
È un momento di vuoto mentale e faccio fatica a pensare a qualunque cosa vada oltre al domani, anzi direi che già il pomeriggio è una bella sfida.
La perdita di Noris ha il suono di un portone che si è chiuso sbattendo e il suo rimbombo è ancora nelle orecchie e nella testa.
 È come un giro di boa da fare senza vento. Ci girerò intorno, certo, ma con fatica.
Mi sforzo di vedere piccole felicità.
Ma il cerchietto gira, gira e temo che alla fine appaia solo un messaggio di errore e un gentile ma rassegnato:riprova.
Però potrebbe anche esserci un: complimenti, caricamento effettuato con successo.
Gira, gira.


venerdì 8 aprile 2016

So sorry...so slowly.


L'amore ha occhi cangianti perché si specchiano in quelli dell'amato e dell'amato mimano l'espressione.
L'amore ha capelli arruffati, spettinati dalle baruffe e dalle carezze.
L'amore cambia idea ogni secondo per modellarsi alle voglie del tempo desiderato. Ma l'amore non ha il senso del tempo e vive di cicli brevi e intensi, come un insetto.
Si nutre di progetti e ogni giorno cambia ricetta. Mangia piano per condividere, per assaporare ma è goloso e parla spesso di sapori.
L'amore ha un odore acre di terra e sudore, è sporco come tutte le cose vere.
Parla poco e usa solo aggettivi.
A volte ha l'affanno e respira forte come un fumatore incallito.
L'amore è capriccioso.
L'amore è prepotente, è un bullo di strada e dietro i suoi comandi c'è un universo di paura.
A volte non capisce ma si siede perplesso, stringe gli occhi, apre il cuore e traduce silenzi.
E quando il cielo si incupisce, accende un fiammifero e ti aspetta senza paura di bruciarsi le dita.






martedì 5 aprile 2016

Noris

Quanto ci mette il dolore a trasformarsi? E le lacrime, le lacrime che tempi hanno?
Escono senza chiedere il permesso per quanti giorni? Quanto tempo ci vuole prima che gli occhi smettano di correre al solito posto cercando qualcuno che non c'è più? E il naso, quanto tempo occorre al naso per dimenticare un odore? E può la voce uscire senza collegarsi al cervello per chiamare qualcuno che non può più rispondere?
Ecco io vorrei i tempi,  perfavore, vorrei delle risposte, se qualcuno può darmele. Perché in fondo mi sento come un bambino in un mondo adulto, un bambino pieno di domande che ai grandi sembrano inutili e forse anche un po' stupide.
Questo cagnone mi aveva conquistato. Questi occhi gialli, indagatori e saggi, mi erano entrati nel cuore e giorno dopo giorno si erano ritagliati uno spazio sempre più grande.
È arrivato in casa in un periodo complicato fatto di traslochi e cambiamenti, abbinato ad un altro cane che niente aveva a che fare con lui, per taglia ed età. Era un cucciolo grande con orecchie a tetto spiovente e occhi adulti, seri e preoccupati. Lo chiamavamo "il Tedesco".  Ci guardava e non ci capiva, si sedeva ed aspettava. Immediatamente ha fatto la sua graduatoria ed io ero, senza alcun dubbio, all'ultimo posto: non ero il capo, non ero il compagno di giochi, forse ero il capo del piccolo "topo" che condivideva la sua nuova famiglia, forse ero la vivandiera...
Era un cucciolo coraggioso che non si fermava davanti a niente, che arrivava a gettarsi dai balconi se questo significava raggiungere il suo amato ( ricordo ancora il mio grido inutile, cercando di fermarlo, quando capii cosa stava per fare e il tentativo, ancora più inutile, di correre per prenderlo al volo). Arrivava a gettarsi nei laghetti per accorciare i tempi e raggiungere, ancora l'amato, senza sapere cosa fosse l'acqua e il concetto difficile di profondità . Attraversava la strada solo sulle strisce pedonali.
 Era paziente ed entusiasta e quando non capiva girava la testa da un lato come per guardare le cose da un punto di vista diverso.
 Era un bongustaio e mangiava le verdure, tutte, e la frutta, tutta, e adorava il formaggio, quasi più della carne. Se mangiavo un mandarino mi ritrovavo piena di bava e con i suoi occhi in versione mendicante, che poi era una parte che recitava molto bene in diversi momenti.
Quando si paralizzò, quella strana mattina di Settembre, non era spaventato ma stupito. Si annusava le zampe e provava ad alzarsi. Me ne accorsi alle sei di mattina quando non si presentò a reclamare il biscotto quotidiano e la fortuna volle che la nostra corsa dal veterinario ci facesse approdare in quelle cliniche incredibilmente all'avanguardia, di quelle che in certi posti del mondo non ci sono nemmeno per gli umani e ritornò a casa, senza certezze, senza un futuro certo.  Rasato, immobile, dolorante, ancora paralizzato ma fieramente vivo. Per due mesi sono stata la sua badante, tra imbragature per sollevarlo, medicine e ginnastica.  Ho invaso la rete con foto dei suoi progressi, video della fisioterapia e ho comperato scarpe per cani in negozi virtuali inglesi.
Ma passato l'oceano, i ruoli si sono capovolti ed  è diventato  lui la mia dama di compagnia: paziente compagno di solitudini artiche, stimolatore di passeggiate benefiche, instancabile ascoltatore di lamentele, compagno di stanza in case sconosciute piene di preoccupanti rumori.
Se ne andato all'improvviso. In uno splendido giorno di sole.
 Silenzioso, composto, coraggioso,  con i suoi occhi gialli, saggi e pazienti, piantati nei miei.
Chissà se in questi ultimi anni ero salita di categoria? Certamente mi ero guadagnata sul campo il suo rispetto e forse un pezzetto del suo cuore.
Tu, invece, cagnone,  il mio cuore lo avevi tutto e mi mancherai moltissimo.


giovedì 18 febbraio 2016

Démerde toi!

Le difficoltà della vita fortificano, dicono.
 Le nostre debolezze ci costringono, prima o poi, a guardarci dentro e molte volte quello che vediamo non ci piace proprio per niente.
Fare i conti con i nostri limiti, con i nostri lati oscuri, con la vocina che solo noi sentiamo e che è sempre precisa, concreta e implacabile, è faticoso e difficile.
Viene voglia di mettersi in un angolino e dormire, viene voglia di spegnere tutto ed entrare in letargo.
Ma la vita è un viaggio dove in ogni momento ci sono cambiamenti di programma, insomma un viaggio con un programmatore turistico quantomeno fantasioso che, a volte, si dimentica di riservare un pezzo di trasferta e ha una segreteria telefonica che ti risponde con un elegante: " Démerde toi!"
Certo, possiamo chiedere aiuto a chi ci è vicino e se ci va bene ci prendiamo una bella pacca sulle spalle ma poi siamo noi che dobbiamo scegliere su quale treno salire, su quale autobus, taxi, carretto o se dobbiamo semplicemente metterci lo zaino in spalla e camminare.
L'importante è non restare fermi sul marciapiede.
Io ho già lo zaino in spalla e sono pronta a fare un pezzo di strada con te, se vuoi.

martedì 9 febbraio 2016

Riabilitazione.


 Credo sia la prima volta, da quasi dieci anni, dieci anni di blog, che non scrivo qualcosa da così tanto tempo. Ci sono stati momenti in cui i pensieri fluivano regolari. Racconti della quotidianità, riflessioni più o meno intelligenti, ricordi del passato. Adesso faccio fatica. Molte volte mi racconto qualcosa o penso che quel pensiero potrebbe essere carino da descrivere, poi tutto ingrigisce in fretta e quando arriva il momento di trasformarlo in parole sembra scialbo e poco interessante. Eppure la mia vita scorre come sempre, le mie notti sono ancora colorate e folli  e magari un sorriso, come quello che ricevo dallo Scettico la mattina dopo l'angolo dei sogni, riuscirei ad averlo anche da voi. Ma...
Oggi nevica e la neve rende magica la mia finestra.




Vado a prendere spunti e se non ne verrà fuori un post magari qualche bella foto chissà. 
Intanto qualcosa ho scritto ed è stata come una seduta di riabilitazione. 




mercoledì 27 gennaio 2016

Prova di esistenza in vita

Ci sono ancora.
Manco da tanto, lo so. Se qualcuno passasse ancora da queste parti vorrei sussurrargli un grazie per la pazienza. Grazie.
 Comunque qui tutto bene e così spero di voi.






Ps. La foto è stata scattata da me sui Vosges durante le vacanze di Natale. Sullo sfondo le Alpi. Montagne blu.