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giovedì 2 ottobre 2014

At the airport

Se c'è una cosa che potrei fare per ore, senza annoiarmi, è guardare la gente.
Sedetemi in una stazione e divento come un bambino davanti ai cartoni animati la mattina, ipnotizzata.
Gli aeroporti sono ancora meglio perché i viaggiatori sono tutti veri, depurati da perdi tempo e accompagnatori annoiati.
I viaggiatori degli aeroporti hanno occhi attenti e mani nervose perché, anche se in tanti negano, sanno che devono affrontare il vuoto, il cielo e non sono mai pronti.
Da ragazzi, sul trampolino più alto, ci si inventava scuse assurde per non lanciarsi, si rideva molto, troppo, si facevano battute sciocche solo per perdere tempo e rimandare il momento del vuoto e il freddo che ti aspettava.
I viaggiatori degli aeroporti fanno la stessa cosa.
Se viaggiano in gruppo sono rumorosi e si chiamano e ridono e dondolano avanti e indietro cercando la giusta distanza dall'amico. Spostano le valige in continuazione, le raggruppano, le impilano, le aprono, si scambiano oggetti e vestiti per equilibrarle ed in ogni valigia aperta ci sono gli stessi vestiti, ripiegati con cura se stanno partendo, appallottolati con noia se stanno tornando.
Se viaggiano tra maschi sono essenziali.
Se sono donne sono organizzate e piene di borse per tutto, borse che contengono borse più piccole che contengono piccoli contenitori da dove escono oggetti indispensabili.
Se sono mamme con bambini sono agitate e fanno di tutto per innervosire anche i figli che invece sarebbero tranquilli. Si inventano storie fantastiche di mostri spaziali per andare verso il check-in mentre hanno alle spalle piccoli globe-trotter con trolley organizzatissimi.
Se sono anziani hanno sempre tra le mani il passaporto oppure lo tengono appeso al collo come bambini in gita e chiedono, comunque e ovunque, informazioni, anche saltando code lunghissime: "Scusi, scusi ma sa devo volare!"
 I più scaltri si fanno portare in sedia a rotelle e li vedi felici che hanno risolto tutti i loro problemi, finalmente sorridono.
Chi viaggia per lavoro odia i turisti e i turisti invidiano la leggerezza di chi ha solo una ventiquattrore e si infila come un habitué nel percorso intricato della sicurezza.
Li riconosci i viaggiatori seriali: si tolgono le cinture quando mancano ancora duecento metri al controllo, prendono il loro vassoio al volo e lo riempiono, come in un tetris, con passaporto, carta d'imbarco, cellulare, Pc, orologio, penna e porta carte di credito. Sono veloci, precisi e guardano il turista spaesato come un topo da laboratorio. Se hanno molta fretta, a volte, dispensano consigli che assomigliano ad ordini: "Si deve togliere le scarpe!". "Se le tolga lei le scarpe!" Quando poi il funzionario della sicurezza ti intima di toglierti le scarpe, senti nella nuca il pruritino di un sorriso malizioso ma se ti giri, lui, non ti guarda più.
Gli asiatici hanno sempre l'aria stanca e spesso dormono, appollaiati sulle sedie, nel gate deserto, aspettando l'imbarco.
I ragazzi giovani viaggiano con oggetti improbabili nascosti in enormi custodie e con zaini giganti che ti chiedi come potranno poi infilare nei porta oggetti. Aprono il computer in ogni dove e controllano connessioni con voli di altri continenti. Se avete dubbi chiedete a loro sono più informati delle hostess e vi diranno inoltre dove andare a mangiare e a fare una doccia all'aeroporto di Hong Kong o dove riposare di straforo nella lounge chic di Bangalore.
Se avete tempo e dovete aspettare, rimandate letture e schermi di ogni tipo a quando sarete a diecimila metri, qui sedetevi ed osservate, è puro spettacolo.


16 commenti:

  1. disegni sempre un quadro che se lo appendessi in soggiorno, non smetterei mai di guardarlo. Grazie!!!! di cuore!

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  2. Cara Mì gola, io ti lascio solo un grande saluto con l'arrivo dell'autunno.
    Tomaso

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  3. E' vero, è proprio così. All'aeroporto di Parigi 30 minuti prima del decollo dell'aereo,moltissime persone erano già in fila per l'imbarco. Noi belli comodi seduti. A che serve mettersi in fila? I posti sono assegnati, nessuno ruba il posto a nessuno.... Vicino a noi c'erano altre persone sedute comode che ridevano, scherzavano e tranquilli aspettavano di salire, senza fretta.

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    1. Moky, vuoi la risposta di un viaggiatore seriale? Per non aver problemi di posto con i bagagli...perchè il viaggiatore seriale non imbarca niente e il trolley deve salire con lui e quindi spaparanzarsi nel porta oggetto proprio sopra il suo posto...pronto a scattare all'arrivo! :)

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  4. eh vero direi che sedendosi e guardando queste quotidianità potrebbero fuori ottimi libri...

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  5. Certo che rendi l'idea!
    Post vivo ed attuale.
    Ti comunico che ho cambiato indirizzo e non vorrei perderti.
    Cristiana

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    1. Nemmeno io...cosa devo fare???

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    2. http://pincocris2011.blogspot.com
      Non poerderlo :::)

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  6. Leggendoti ho dimenticato checera un post sembrava un articolo di giornale tanto è ben scritto!

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  7. ...la SuperMamma sogna di trascorrere un pomeriggio con una seggiolina in corso, per guardare [e commentare] la gente che passa...
    penso che in un aereoporto avrebbe ben più materiale sul quale vaneggiare!

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    1. Possiamo darci un appuntamento con la super mamma...ognuna con la sua seggiolina! :)

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  8. Certo che non ti manca l'occhio attento!!!
    Riconosco al volo tutte le tipologie da te elencate: complimenti!! ;-)

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  9. verità sacrosanta. bel post :)

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