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mercoledì 20 marzo 2013

Come si guidava una volta...

Il mio papà non amava viaggiare. Non ne capiva l'essenza, del viaggio.
Eppure non erano i chilometri a spaventarlo, gli piaceva guidare, con una guida nervosa che purtroppo ho ereditato. Un modo di guidare, il suo, pieno di gesti estranei da far impazzire un istruttore di scuola guida dopo cinque minuti. Fumava in macchina come si usava fare, senza alcun senso di colpa, armeggiava con l'accendisigari, con il posacenere, con il pacchetto di MS che si infilava tra i sedili, intanto guidava e guardava la natura intorno. Vedeva caprioli, volpi, sapeva dirti, dal volo, che rapace volteggiava sopra di noi, il tutto guidando con una mano visto che la destra era sempre sul pomello del cambio. Finchè non ho preso la patente, con la normale inconsapevolezza di chi non sa, ero perfettamente a mio agio, sia al suo fianco che sui sedili posteriori, assolutamente senza cintura di sicurezza, che allora sembrava un vezzo. Mi lasciavo trascinare felicemente nel suo gioco di: Guarda!
Trovavo i commenti e gridolini di mamma  esagerati ed ero meravigliata che non fosse convinta anche lei che la macchina davanti, che avevamo sfiorato, dopo una frenata decisa, papà l'aveva vista da quel po'!
Un pomeriggio d'inverno venne a recuperarmi al ritorno da un allenamento di sci, mi sedetti al suo fianco e incominciai a raccontargli tutte le fantastiche avventure che avevo vissuto nel pomeriggio, forse fu per questo, forse fu perchè cercava il pacchetto di sigarette ma passò, senza nemmeno accennare ad una frenata, uno stop. Centrò in pieno la fiancata di una povera Simca che si avviava verso una gloriosa carriera di auto d'epoca, e la trasportò, guidatore compreso, per parecchi metri. La sua mano sinistra piegò leggermente il volante per la forza dell'impatto, la sua mano destra fece quello che adesso fanno le cinture di sicurezza, ma con più amore ed io non mi feci assolutamente niente. Per fortuna nemmeno il triste proprietario della Simca si fece niente, visto che l'impatto era stato dalla parte del suo passeggero e lui era solo. Scese dalla macchina con gli occhioni sbarrati e guardò mio padre senza parlare con la bocca aperta. Mio padre scese già con il modulo e la penna e disse senza apparenti emozioni: mi scusi è tutta colpa mia...parlavo con mia figlia! Sono un ex dell'Arma e liquidatore dell'assicurazione Taldeitali, ho la casco, non si preoccupi! In cinque minuti il signore firmò il modulo, si ritrovò con un foglietto pieno di dati in mano, la macchina posteggiata dove non disturbava e l'invito a bere un caffè al bar all'angolo.
La sera a cena, per la versione mamma, un po' di colpa la Simca l'aveva accumulata, altro non fosse perchè aveva lasciato una esagerata distanza di sicurezza, che trae in inganno in città, pensi che non ci sia più nessuno...
Le sue auto restavano decenti qualche mese, poi si trasformavano in un contenitore misto di oggetti, carte del suo lavoro, peli di cane, giacche da caccia, zaino, cassette per la frutta vuote, ganci, pinze, cassettina per il pronto soccorso...ed altro, molto altro, ancora.
C'è chi giura di aver visto germogliare dei semi sui tappetini posteriori.

Il mio papà non amava viaggiare ma coraggiosamente superò la paura di volare, solo per arrivare dai suoi nipoti. Lo recuperai in un enorme aereoporto che camminava impettito spingendo il carrello dei bagagli e che si guardava intorno come se stesse paragonando i servizi dello Charles de Gaulle e quelli di El Prat con occhio esperto. Gli corsi incontro preoccupata:
- Tutto bene, pà?
- Certo, perchè? Ma che guida nervosa 'sto pilota!

12 commenti:

  1. commossa e divertita.

    Anche io ho ereditato la stessa guida di mio padre, e così mio figlio al quale ho insegnato io a guidare.

    grazie Mìgola, sei unica!

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    1. Grazie a te, Erika! Non hai detto però come è questa guida ereditata! ;)

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  2. Bella la tua storia, cara Mìgola, guidare è un arte che si tramanda di padre in figlio, io presto 83enne mia moglie di che guido meglio ora che 20'anni fa l'esperienza mi ha molto insegnato.
    Comunque continua così che sei brava.
    Buon pomeriggio cara amica.
    Tomaso

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    1. Anch'io invecchiando guido meglio, ma al contrario di tua moglie che apprezza, i miei figli mi dicono che era meglio prima. L'esperienza più che insegnare mi fa rallentare! ;)
      Grazie Tomaso.

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  3. Bel ricordo! Così umana la versione per la mamma, noi in genere facevamo il contrario, ma la sostanza non cambia.

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    1. In casa mia il maresciallo era mia madre...:)

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  4. A casa mia io sono stata la prima ad avere la patente ed è stata in questa occasione che è stata acquistata la macchina, una gloriosa Fiat 850 di colore beige ('cacchetta' ha ironicamente ricordato il consorte, il villano), che ho guidato per diversi anni, anche con qualche ammaccatura... da inesperienza.
    E poi, dopo il matrimonio, per una serie di circostanze, ho smesso di guidare.. in prima persona, anche se, come sottolinea, sempre ironicamente, l'amato bene, guido al suo fianco, soprattutto frenando metaforicamente...
    Penso che se dovessi riprendere in mano il volante sarei un pericolo pubblico, oltre alla testa di una fila lunghissima... diciamo da Trento a Rovereto, di automobilisti irritati.
    Ciao!

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  5. Peccato smettere di guidare, Cautelosa! Credo che la doppia frenata sia una caratteristica che accomuna tutte le coppie! ;)

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  6. Anche stavolta mi hai preso in contropiede, cara Mìgola: sarebbe necessario passare ogni giorno a vedere se i hai ... prodotto.
    Complimenti per il tuo post, mi piace e la guida di tuo padre, così come con tanti particolari l'hai descritta, mi ricorda la mia di allora, quando si fumava senza alcuna cura (anche la pipa, nel mio caso), quando cinture di sicurezza non esistevano ancora ma soprattutto quando in circolazione c'erano molte , molte macchine di meno. Poi ho avuto la soddisfazione di fare io la scuola guida a mio padre, su quelle che allora erano tranquillissime strade, alla zona industriale di Bolzano. Quanti ricordi mi hai risvegliato. Ciao e guida con prudenza. Ma non troppa!

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    1. Passa tutti i giorni Guido...ti offro un caffè virtuale qui sul blog, sarebbe bello!
      Guiderò con prudenza ma sempre con la mano destra sul cambio, anche se è un'automatica!Un abbraccio!

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  7. Vedrò di accontentarti, visto che sei tanto modesta ... ma tu ricordati almeno di non zuccherarlo quel caffè! E un biscottino vicino, giuro che sarebbe molto gradito.
    Ciao, ciao.

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  8. Sono prontissima! Ciao Guido

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