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venerdì 6 maggio 2022

Il museo della vita.

 Lo so, lo so è un posto triste questo, da qualche mese.

 Ma è la vita fatta così,  è un mosaico di sensazioni. Attimi splendidi e momenti merdosi, tutti mescolati, che mi direte voi: viene fuori un color cacchina inguardabile. Eh no, invece, da vicino forse, ma se ti allontani c'è l'effetto impressionista e una macchia diventa un fiore, una virgola la faccina di un bimbo in un campo di papaveri e via così. E la distanza giusta per guardarla, questa vita, si calcola in base al: tempo necessario fratto pazienza al quadrato tutto dentro parentesi e grande radice quadrata di diplomazia alla decima. Più o meno.

Solo che io, adesso, ho la faccia attaccata al quadro e vedo solo il color cacchina in pennellate spesse, anzi in spatolato. E sottovoce dico al mio vicino, quello che guarda il quadro con me, quello con cui ho fatto l'abbonamento di entrata in questo strano museo, trentanove anni fa: ma chi l'ha fatta 'sta boiata?!

Il mio vicino, che è uomo saggio, dice che, appunto, dobbiamo allontanarci e guardarlo da lontano, il tutto, secondo l'equazione di cui sopra. 

Okei.

Allora ci riposizioniamo rispetto alla schifezza color cacchina e attualmente, lui è nella sala ottocentesca, quindi da lontano intravede le opere impressioniste e dice che gli pare di capire di cosa tratta la boiata, io sono nella sala degli assiro babilonesi e ne avrò per qualche tempo prima di avvicinarmi alla comprensione della cosa.

Stay tuned. 


giovedì 14 aprile 2022

Sepolcri imbiancati

 Sono una brutta persona. 

Volevo dirvelo perchè mi è stato detto e perchè, da allora, credo di esserlo.

Lo specchio sono gli occhi degli altri e in quello specchio, naturalmente, tendiamo a vedere solo le cose belle e quelle che ci fanno piacere ma se lo specchio ti rimanda l'immagine di una vecchia strega, che fai?

Giri lo sguardo e sorridi. Ma chi? Io? 

Lo racconti agli amici. Ma sai che?

Ma il sortilegio è fatto e il tarlo è nella tua testa, non attraverso le immagini ma con le parole che ti rigirano in testa e vanno a colpire i tuoi punti deboli.

Forse, chissà, ma vuoi vedere che?

E se fossi un brutta persona, di quelle della peggior specie, per giunta, quelle che pensano di essere nella media, una personcina dabbene ma che in realtà è un sepolcro imbiancato?

Ma che brutto periodo. 


venerdì 8 aprile 2022

Tempo. Dicono che serve tempo.

 Son tempi strani. Fuori e dentro la porta di casa, caos fuori e immagini tristi dentro. 

Ma quando qualcosa si rompe dentro si ripara? 

Guardo case sventrate e finestre sospese sul nulla e penso che le macerie interne non viene a riprenderle nessuno. Non ci sono reporter per le guerre del cuore.

Nessuno viene con l'espressione seria e ti chiede: come sta? Cosa faceva mentre esplodeva la bomba che si è portata via la sua famiglia? 

Cosa facevo? Aspetti, non ricordo bene. Stavo salutando il piccolo, gli ho sussurrato: ci vediamo domani. Non c'è mai stato quel domani. 

Nessuno può fare un primo piano al cratere che è rimasto nel mio cuore e senza immagini il dolore non esiste. Non esiste e non importa a nessuno. 

E adesso, sotto tiro, devi pensare alla diplomazia. Dicono che è la scelta giusta.  

Potrebbe essere che vedremo i risultati della diplomazia tra qualche anno ma il cratere dentro impedirà ai miei sogni di crescere e darmi cibo, intanto. 

Chi ripara i crateri? Chi riempie i vuoti? Chi restituisce il sonno?

 Rispondono: il tempo. Lo dicono sempre quelli che ne hanno tanto o quelli che vivono in territori neutrali. 

 Il tempo fa crescere erbacce, appende ragnatele, deposita polvere, ingrigisce i capelli, fa cadere i denti e ti fa pisciare in un pannolone nella casa di riposo per non disturbare le infermiere. Questo è il tempo.

E tutto questo non ha niente a che fare con la guerra della televisione, se non lo aveste capito.

venerdì 28 gennaio 2022

Errori

 Ogni errore che commettiamo trascina conseguenze che nemmeno immaginavamo.

Ogni errore, anche minimo, ci fa cambiare strada.

Se l'errore è grande porta verso strade che nemmeno pensavi di poter percorrere. 

E la tristezza di quello che avrebbe potuto essere ti cammina accanto costantemente, come monito.

 


venerdì 21 gennaio 2022

Le ruspe sono il tempo.

 Quante volte ci si ritrova a pensare: dove ho sbagliato? Quali tasselli sono stati messi storti? Che passaggio ho saltato? Sono giorni che mi rigiro nel letto e nella mente.

A volte bastano pochi secondi per cambiare il corso di un destino, pochi secondi per vanificare anni di lavoro. Capita sempre agli altri ma invece capita anche a te. 

A te che guardavi le situazioni degli altri e dicevi: povero, peccato, che tristezza, mi dispiace tanto, eh ma ci saranno state delle cose che non sappiamo, eh ma chissà cosa hanno fatto prima. Vedi, a noi non può succedere, noi siamo più comunicativi, noi siamo più tolleranti, noi.

Noi. Come tutti, come gli altri. Perchè non  impariamo mai che gli altri siamo noi solo al rovescio, come immagini allo specchio, difficili da riconoscere, storti.

  Invischiati in rapporti traballanti che cerchiamo di tenere in piedi come si fa con le case pericolanti: metti un palo qui, una putrella là. Senza tenere conto che sei in zona sismica, mica arriverà il terremoto, no?

Quando arriva, invece, il terremoto non hai nemmeno il tempo di metterti al riparo, resti in piedi in mezzo alla stanza e prendi l'onda e guardi il mondo che ti crolla intorno. E quando passa non sai cosa fare, ti siedi e pensi alle cose più assurde perchè sai che sarà troppo doloroso il futuro. Pensi a riempire la lavastoviglie, pensi alla polvere sulla mensola, pensi a stirare.

Smonti, pulisci, nascondi. Le macerie sono ancora tutte lì. Le ruspe sono il tempo. 

Dove ho sbagliato? Probabilmente già quando si costruivano le fondamenta? Eppure qulche umarell c'era stato nel corso degli anni che aveva insinuato il dubbio: io starei attento mi sembra deboluccio là, io farei una gettata di cemento in più, fra qualche anno viene giù tutto. Ma chi li ascolta i dubbi? Chi ascolta i pensieri sussurrati negli angoli bui della mente? Sei talmente fiero di quello che costruisci. Siamo tutti così fieri. Ci hai messo così tanto impegno, energie, buona volontà, risorse che non saranno dei dettagli a rovinarti il sogno, no? 

Poi arriva il terremoto e ti riporta al piano zero.