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mercoledì 12 dicembre 2012

Il giorno della perfezione cosmica

Vi siete mai chiesti come mai le uova si vendono per dozzine, cioè 12?
Perchè l'anno è diviso in 12 mesi?
Lo sapevate che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso Terrestre alle 12 in punto?
Alle 12  di oggi il Papa scriverà il suo primo tweet e magari sarà composto da 12 parole o 12 caratteri.
Gli spigoli di un cubo sono proprio 12.
Ci sono 12 segni zodiacali e 12 erano gli dei principali sul monte Olimpo.
Dividiamo la giornata in 12 ore antimeridiane e 12 ore pomeridiane.
Ci sono 12 stelline sulla bandiera europea.
Quando c'era la cara, vecchia Sip si faceva il 12 per chiedere informazioni.
Per non dimenticare le 12 Tavole della Legge, i 12 Apostoli, le 12 Tribù di Israele, i 12 cavalieri di re Artù, le 12 fatiche di Ercole, i 12 gradi della scala Mercalli...

Oggi è il 12-12-2012

Per ora qui tutto normale, molto lontani dalla perfezione.






lunedì 10 dicembre 2012

Un Natale perfetto

Ieri mattina, in uno stato di dormiveglia, sotto il piumone, con lo Scettico già iperattivo alle prese con il lesso domenicale, il pane, la colazione e i biscottini di Pelosone, pensavo al Natale.
 Mi sono tornate in mente, come in un album di foto sfogliato troppo in fretta, delle immagini natalizie di quando ero bambina e il Natale era la magia allo stato puro. Pensavo a tutte le persone che non ci sono più e che erano invece attori principali di questi Natali passati. Mi sono detta: immagina, solo per qualche ora poter rimetterli tutti lì, insieme, nel salotto di casa che adesso sta freddo, buio e abbandonato.Accendere la luce e ricreare il Natale perfetto.
L'albero come lo faceva la mia nonna con le candele vere che se ne stavano  dritte, o quasi, in un piattino argentato che appoggiava con la sua pinza sui rami.Sparsi sui rami c'erano funghi rossi, uccellini colorati con lunghe code piumate e palle di vetro così fino che, se le stringevi troppo, ti si sbricciolavano tra le dita e le schegge si infilavano come brina nei polpastrelli. Era sempre un po' magrolino l'albero della nonna ma se ne stava importante nel soggiorno e, quando nonno decideva che si potevano accendere tutte le candele, allora diventava un gigante altissimo. Io ne accendevo una o due con l'aiuto della nonna mentre le altre le accendeva in fretta il nonno, per non farmi scottare diceva, perchè si divertiva moltissimo lui.
Nella casa della nonna non c'era bisogno di candele profumate perchè il profumo dello zelten riempiva l'aria e l'odore di cibo era un sottofondo caldo e avvolgente.
Nel mio Natale perfetto ci sono stati anche i miei figli per poter conoscere i loro bisnonni. Seduta sul divano, magra e ben vestita, mi sono immaginata nonna che conversa con il Tecnico seduto al suo fianco e i suoi occhi si spostano sorridenti negli occhi allegri di Cucciolo. Nonno avrebbe adorato parlare con lo Scettico e, una volta scoperti i suoi dieci anni di pianoforte, ne avrebbe subito approfittato per accendere  il giradischi con la collezione di arie d'opera.
Mamma sarebbe stata presa dall'organizzazione, anche nel Natale immaginario e papà avrebbe avuto il suo solito tono di voce potente mentre chiacchera con qualche zia e apre bottiglie del suo spumante fatto in casa.
Io sono immobile in un angolo e sogno questa mia famiglia meravigliosa e impossibile, ricreata da me, per un istante, in un Natale magico e immaginario. Ogni tanto aggiungo un personaggio e non c'è nessuna logica di età, perchè alcuni sono giovani come quando ero bambina, altri sono come adesso, ci sono cugini che non hanno potuto conoscere i nonni e che si accalcano sul divano, ci sono mani che si stringono e occhi lucidi e il sorriso di nonna che domina tutto.
E il sogno si popola di suoni e di voci e di risate e...
Il naso umido e prepotente di un cane, che aspetta la colazione, interrompe la magia del Natale impossibile. Tutto si spegne e scompare. E ti senti stupida e infantile. E immensamente triste.
- Andiamo a prendere le crocchelle, dai! Tu, nel mio Natale immaginario, non c'eri, sappilo!

mercoledì 5 dicembre 2012

Guastafeste sui social

Ho una carissima amica nella vita reale con cui sono anche amica su FB.
In mattinata abbiamo intrecciato una piccola e semplice discussione sulle catene che girano.
Su FB la condivisione è facile e ben vista. Se sei amico mio ti piacerà questa cosa che pubblico e quindi ne discende che la condividerai senza porti troppe domande, anzi nessuna domanda. Questo è il teorema su cui si basa la condivisione. Premetto che adoro guardare le foto degli amici, amo commentarle, apprezzo le frasi umoristiche, comareggio sui fatti condivisi, leggo quello che gli amici scrivono e se sono dei blogger corro a leggere l'ultimo post sponsorizzato sulla loro bacheca...ecc ecc Questo per dire che sono l'utente medio di FB, non ho nessun vezzo intellettuale ma, purtroppo, ho ereditato insieme al suo pessimo carattere anche la capacità critica e l'arte del dubbio di mio padre.
Mi pongo sempre in un atteggiamento critico di fronte ai fatti, voglio avere delle basi su cui posare le mie certezze, non mi accontento di un: dicono, pare, sembra che...
Ancor meno accetto passivamente ogni notizia. Più è sensazionalistica più mi puzza di bufalata. Perfino le foto, grazie alle photoshoppate, devono essere prese con le pinze.
Invece su FB spopolano le cose più incredibili ma l'incredibile è quanta gente ci casca.
Tutto è nato da questo:

Foto
Questo messaggio gira da mesi ed io mi sono chiesta: ma quand'è questa settimana speciale? Perchè più avanti nel messaggio diventa un mese? Perchè è scritto male...forse per solidarietà con i dislessici di tutto il mondo? Mi è bastato andare su Google, prima di fare quello che una brava amica feisbucchiana doveva fare, cioè condividere, e che ti scopro? Bravi, che la settimana tanto pubblicizzata non esiste...Direte voi: embè dov'è il problema? Sarai sensibile ai problemi di cui si parla nel messaggio, no? Certo! Ma questo messaggio falso viaggia a braccetto con altri messaggi falsi e pericolosi come questo ad esempio:

 "ATTENZIONE !!! FATE GIRARE ....

Incredibile quello che si inventano i Cinesi pur di vendere i loro prodotti nel nostro paese, mettendo a rischio la nostra salute. 
Evitiamo di comperare questi elastici x capelli, spesso venduti 3 al prezzo di 2, sono fatti con preservativi usati, e secondo i cinesi lavati e disinfettati, questo però non è sicuro al 100%.

Le donne spesso tengono in bocca l'elastico mentre si pettinano o pettinano le figlie, e questo elastico può essere stato usato da persone malate di HIV/SIDA o altre malattie sessuali.

Un accordo con il governo E.U.A. e Espanha stabilisce il divieto di reciclare preservativi. 

Ricordiamo anche che la Cina ha avuto diversi scandali x problemi sanitari, e molti loro prodotti non sono controllati e contrabbandati nel nostro paese.

PERTANTO ATTENZIONE !!!!!

Condivisioni a più non posso e bacheca che si riempie di inorriditi commenti...indovinate di che tipo? Leggermente razzisti? Bravi!
Chiaramente il tutto è una bufala bella e buona e se qualche contatto con i preservativi esiste è l'allusione a quello che avrebbe dovuto usare il papà del creatore della bufala razzista ma ahimè la sua mamma si stava facendo una coda di cavallo!
Continuo? Certo.
"Da far circolare fra donne e uomini che le informino

Ho da poco ricevuto una mail da un’amica belga che mi racconta di aver recentemente assistito ad una trasmissione televisiva, il dr. Oz show, nella quale quest’ultimo, parlando di un tipo di cancro che si sta diffondendo molto rapidamente tra le donne, il cancro della tiroide, ha affermato che questa crescita così rapida potrebbe essere dovuta alle radiografie dentali e alle mammografie. Ha dimostrato che il grembiule utilizzato nello studio del dentista per le radiografie è munito di un colletto che può essere alzato e posto intorno al collo. La maggior parte dei dentisti non si preoccupa di farlo, io non l’ho nemmeno mai visto. Esiste ugualmente una protezione per la tiroide che può essere utilizzata durante le mammografie. Casualmente la mia amica doveva fare la sua mammografia annuale alcuni giorni dopo. Mi racconta che, pur sentendosi un po’ ridicola, ha ugualmente domandato quanto ci fosse di vero in quello che aveva ascoltato alla televisione e il tecnico che le stava facendo la mammografia, ha estratto una protezione da un cassetto. Ad una sua domanda sul motivo per cui questa protezione non fosse usata d’ufficio, le è stato risposto che è prevista la richiesta da parte del paziente. Ma come si può richiedere una cosa di cui non si è al corrente? Se la mia amica non avesse assistito a quella trasmissione, non l’avrebbe mai saputo. E nemmeno io, e probabilmente nemmeno voi.
Bisogna far circolare questa informazione tra le nostre figlie, nipoti, madri e amiche.
Io lo sto facendo, se credete, fatelo anche voi."


Allora, inutile dirvi che anche questa è una bufalata che ha, inoltre, l'aggravante di essere pericolosa poirchè potrebbe indurre qualche donna a non fare mammografie per un timore infondato.

Condividere a questo punto non è così innocente come potrebbe sembrare ma equivale a diffondere notizie pericolose.
Per tutte queste ignobili catene e altre ancora io mi prendo la briga di allertare gli amici quando vedo che pubblicano "stupidaggini" ma non sempre il mio commento è ben accetto, anzi! Nelle risposte che seguono si nota un certo astio, un fastidio, quello che in genere si riserva ai guastafeste. Ma come ho una notizia succulenta da pubblicare e arriva questa con le sue paranoie da illuminista?! Vuoi fare la saputella?
 Dove posso posto il link che permette di andare ad informarsi veramente...pensate ci vadano? Dubito.
È così divertente la disinformazione quanto è noiosa la cultura e la scienza!

Così vi lascio con un pensierino saggio da meditare questa sera, come una vera prima della classe:

La credulità è propria degli ignoranti, l'incredulità ostinata dei mezzi dotti, il dubbio metodico dei saggi.
Jean-François Marmontel

Ps
Per ulteriori informazioni potete leggere il bellissimo blog Il disinformatico


giovedì 29 novembre 2012

Profumo di politica

Io avevo uno zio comunista e avevo un papà socialista.
Mi resta uno zio di destra ma destra destra, mica 'sta robetta azzurra.
Erano tre fratelli e le loro discussioni politiche risuonano ancora nei pomeriggi  pasquali della mia memoria.
Uno dei tre sognava la Russia come la terra promessa.
Mio padre parlava di Pertini, Saragat, Nenni. L'altro  citava Almirante.
Noi bambini, finito il lunghissimo pranzo domenicale, chiedevamo il permesso di alzarci da tavola, impazienti di correre dietro ai nostri giochi e ai nostri amici.
 Le donne impilavano rumorosamente piatti e posate, spostavano zuppiere, gridavano raccomandazioni.
Solo allora i tre si sedevano vicini, nell'angolo del tavolo e finivano tutti i fiaschi, versavano il vino in fretta nei bicchieri bassi e robusti 'chè mica si guardava o si annusava il vino, allora, si beveva.
E forse c'erano proverbi alla Bersani, di sicuro c'erano bestemmie come pane, c'erano pugni sul tavolo e risate e poi ancora bestemmie. Le parole che dicevano forse non profumavano di sinistra ma la politica era vissuta e indossata sulla pelle come una tuta blu o una divisa.
Un pomeriggio il tavolo risuonava più del solito sotto il peso di bicchieri appoggiati con decisione  e devo aver chiesto se papà e gli zii litigavano ma una voce femminile rassegnata mi ha risposto:" No, parlano di politica!
Con questa mia storia familiare alle spalle come posso restare sveglia di fronte agli attuali confronti tra politici, secondo voi?

giovedì 22 novembre 2012

Rastrellando

L'albero in fondo al giardino canta la canzone dell'autunno
e fruscia e scricciola  e sibila.
L'albero in fondo al giardino caccia gli uccelli che ha accolto in estate
e si scrolla e si gratta e si libera.
L'albero in fondo al giardino si spoglia per infilarsi nel letto dell'inverno.

mercoledì 21 novembre 2012

Era saggio il mio papà...


Pelosone è tornato dalla pensione.
 Poichè non siamo in periodo di vacanze scolastiche, i cani erano pochi e ci è stato offerto uno degli appartamentini, in genere riservati a cagnolini delicati.
Abbiamo quindi preso il pacchetto extra lusso con salottino e, lo abbiamo scoperto dopo, allegra compagnia di pastora tedesca arrivata all'ultimo momento.

Foto scaricata dal sito della pensioncina alsaziana.

Non aggiungo altro.
Ma mio padre dopo 15 giorni che era arrivato Pelosone in famiglia sentenziò: "Vi siete rimbambiti*con questo cane!"
*Poichè era toscanaccio verace non utilizzò proprio la parola rimbambiti e forse c'era qualche altra colorita definizione.

Era saggio il mio papà.

martedì 20 novembre 2012

Bibidi Bobidi Bou*

Quando ci sono troppi avvenimenti il blog si blocca.
 Un po' come succede quando si vuole vedere un video, più è pesante e in genere interessante, più l'immagine si blocca e la strisciolina verde avanza a fatica...credo esistano termini tecnici per questa situazione.
Questo per dirvi che se ogni tanto passate di qua e non vedete aggiornamenti sappiate che nel mondo Mìgola al contrario c'è fermento, in genere.
È passato di qua il Tecnico in versione malaticcia e preoccupata.
È passato di qua il Cucciolo in versione affaticata e preoccupata.
Ho cercato di tamponare i diversi problemi con rimedi naturali e casalinghi: piatti enormi di pasta, tisane, litri di spremute, crauti, nutella, passati di verdure, acqua calda ed eucalipto. Forse non esattamente in quest'ordine.
Come tutte le pozioni magiche non ha funzionato immediatamente, c'è stato il momento suspance e poi... pof pof... le buone notizie sono arrivate, le vocine si sono trasformate nei vocioni sicuri da "tutto sotto controllo" e la storia ha ripreso il suo corso normale con i personaggi sorridenti.
Ho pulito bene il calderone e l'ho sistemato in ripostiglio per la prossima situazione di crisi.
Si riparte...


*Ognuno ha il suo modo personale di segnalare che, oggi, è la giornata mondiale dell'infanzia!

martedì 13 novembre 2012

Medicina 33

Ma lo sapevate che il nostro intestino, tutto spantacchiato e steso stile moquette, che l'esempio ci casca bene per una questione di villi intestinali, è grande quanto un campo di calcio?
Che la parete intestinale è sottile come la carta per fare le sigarette?
E che abbiamo due chili di flora intestinale?
Che le medicine contro le micosi attaccano il fegato e sono della "merda*"?

*Il termine che ho utilizzato è assolutamente scientifico perchè lo ha utilizzato il mio medico!

Se lavorate per qualche casa farmaceutica e non apprezzate questo post sarò lieta di organizzare un incontro con il mio medico di base per ulteriori spiegazioni, disegni, letture di riviste mediche e prontuario di circa mille pagine.

Questa volta niente pendolino...non sempre ci possono essere esami invasivi e non è bene pesare troppo sulla securitè sociale!


martedì 6 novembre 2012

"Nicht Knödel mit Spaghetti mischen"!

Ho finito di leggere Eva dorme di Francesca Melandri e come sempre quando mi appassiono ad un libro, poi soffro di profonda nostalgia per i personaggi della storia. Chiudo il libro e mi chiedo: adesso cosa farà Eva? E Gerda come affronterà il rapporto con sua figlia? E Vito cosa avrà pensato...
Questo libro è stato soprattutto un viaggio nel mio passato, i personaggi erano così veri che probabilmente li ho incontrati nella mia infanzia e se non proprio loro qualcuno che gli assomigliava moltissimo.
Eppure mi sono sentita anche profondamente ignorante perchè tante, troppe cose, non le sapevo, perchè tante sfumature non le avevo colte, perchè, nonostante l'amore che provo per questa terra, non mi ero mai presa la briga di scavare un po' più con le mani nel suo profondo e mi sono sempre accontentata di contemplarla, illudendomi di farne parte.
 Il paesino dove ho trascorso i primi anni della mia vita è esattamente come il paese di Gerda e il primo maschio adulto di cui mi sono innamorata, dopo mio padre, portava con eleganza e fierezza il  Bauernschurtz,profumava di bosco e aveva l'andatura legnosa dei nostri contadini.
Ho sempre pensato che mio padre, comandante di una caserma spropositata per la grandezza del paese, se la fosse cavata egregiamente nonostante le pressioni a cui era stato sottoposto, lo si capiva, senza ombra di dubbio, dal rapporto che era riuscito ad instaurare e a mantenere poi negli anni con le persone. Un rapporto di estremo rispetto che partiva dalla consapevolezza di essere "al servizio" della gente, sempre e ovunque.
Se si dice "essere in servizio" vorrà pur dire qualcosa, mi diceva, anni dopo.
I suoi mille aneddoti degli anni altoatesini sarebbero piaciuti, credo, a Francesca Melandri e avrei amato molto che alcune delle sue storie  e certi personaggi rivivessero in questo romanzo splendido.
Ad esempio il contadino mite e taciturno che il fine settimana andava nel bar del paese, poi,  quando finalmente il tasso alcolico gli dava il giusto coraggio, si avviava con passo incerto ma convinto verso la caserma, si piazzava a gambe larghe davanti al cancello e incominciava a gridare insulti in un italiano approssimativo all'indirizzo dell'Arma. Mio padre lo ascoltava seduto alla scrivania, terminava di fare le cose che aveva iniziato poi usciva nel cortile e lo invitava ad andare a casa. A volte riusciva a convincerlo, altre volte, quando si rendeva conto che il vino non gli avrebbe permesso di ritrovare la strada del  maso, lo accompagnava nella cella di sicurezza, annuendo seriamente ai vari insulti, lo metteva a dormire lasciando aperta la porta della quasi prigione e dando ordini al piantone di lasciarlo partire all'alba. Durante la settimana poi parlavano di caprioli, di campagna, di galli cedroni, come vecchi amici.
Eppure le bombe c'erano e la paura di incontrarne una in qualche piazzola era forte e tangibile. Mio padre non ha dormito per decenni, anche dopo il congedo, troppa l'abitudine al pattugliamento notturno, troppa l'ansia di riportare in caserma i suoi ragazzi.
Ogni tanto scattava l'allarme per un'esplosione e papà partiva salutando mamma con un'espressione tra il rassegnato e il divertito:" Hanno fatto saltare ancora il povero Tolomei! Andiamo a raccoglierlo!"
Ed io bambina fantasticavo sulla storia horror del povero Tolomei che ogni tanto si ritrovava scaraventato fuori dalla sua tomba dove, chiaramente, lo immaginavo sempre intatto!
Potrei raccontarvi decine di queste storie ma forse è meglio che leggiate Eva dorme perchè è sicuramente l'occasione di conoscere meglio, se ne avete voglia, la storia di un pezzetto di Italia che non è solo gerani, vigne, e montagne rosate ma un angolo della nostra storia poco illuminato per tanti, troppi anni.