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lunedì 21 maggio 2012

Ancora macerie...

I bambini e i vecchi hanno gli stessi sguardi saggi e coraggiosi quando ci sono le catastrofi.
I primi guardano increduli, i secondi sono rassegnati e stanno seduti, composti in un angolo, per non disturbare chi, tutto intorno, si agita e reagisce per non pensare alla paura.
I bambini e i vecchi si abbracciano e stanno vicini aspettando che ritorni il sole.


giovedì 17 maggio 2012

Riciclo di post con dubbio finale


Si era finalmente sistemata. La giornata era stata più faticosa del solito.
Proprio tutto sembrava complottare contro di lei. La neve aveva imbiancato le strade,la mattina, cadendo a faldoni enormi, esagerati. In dieci minuti tutto era zuccherato, infarinato e lei aveva dovuto imballare in fretta tutta la casa nella plastica. Le coperte si erano bagnate già durante la notte quando i due gendarmi, scortesi, si erano fermati per farla traslocare. Mentre arrotolava, piegava, infilava nel carrello loro parlavano, parlavano, chiedevano, ordinavano. Pensavano che lei non capisse la loro lingua piena di esse e di effe, piena di madame ma tagliente come la carta dorata dei finti pacchi che decoravano la piazza.
Vado! Vado! Quando finalmente si era ricreata la sua camera da letto nella viuzza parallela, che però era più umida e fredda, la vocina nuova, quella che sentiva da due o tre giorni soltanto, le aveva detto che adesso poteva fare la pipì, tranquillamente, che nessuno se ne sarebbe accorto. In effetti nessuno se ne era accorto ma la mattina il freddo umido le aveva gelato le gambe e camminare era stato veramente sgradevole. Vocina impertinente.
La mattina era stata fredda, rumorosa, sgarbata, come tutta quella gente indaffarata. La pioggia del pomeriggio aveva trasformato le strade in un pantano vischioso e il carrello si incastrava in ogni buco, orma, dislivello.
Aveva mangiato una minestra nel solito ritrovo di brave signore mielose, che sorridevano e parlavano sottovoce ma che non la sfioravano mai, oggi poi, dopo lo scherzo della vocina notturna, nessuno le si avvicinava molto. Le avevano distribuito tanti sorrisi e cioccolatini e  mandarini perchè era la vigilia di Natale. Natale... Capisce? Natale!

Certo che capiva ma non aveva nessuna voglia di rispondere e le piaceva restare immobile, con gli occhi negli occhi del suo interlocutore ad aspettare le reazioni che questo provocava. Buon Natale! Capisce? Tanti auguri!
Adesso le strade erano vuote e silenziose. La camera era pronta, i cioccolatini sul comodino. Se alzava un po' la testa, poteva anche intravedere il grande albero della piazza con le luci dorate e le piccole navi blu che traghettavano elfi e bambini verso la felicità.
La vocina impertinente continuava a dirle di dormire. Aspetta mangio un ultimo cioccolatino.

 Dormi vecchietta.
 Aspetta guardo ancora una volta l'albero.
Dormi nonnina.
 Adesso dormo.
 Buon Natale.

Avevo incominciato ad affezionarmi alla mia clochard. La incontravo in punti fissi della città, agli stessi orari, intenta ai medesimi riti. Avevo pensato a lei mentre mi inventavo questo post natalizio sul blog splinderiano...è circa un mese che non c'è più. Ho pensato di chiedere notizie...ma a chi?

mercoledì 16 maggio 2012

Les copains d'abord...


Chissà perchè, anche ad alti livelli, se si deve organizzare la scampagnata, non si allarga mai troppo il giro di inviti.
Possibile che la parola capacità rimi sempre con prossimità?
Mai abbastanza sicuri da aprire del tutto la porta, sempre spiragli.

Su TF1 ci hanno comunque rassicurato che Carlà ha lasciato la ricetta del tiramisù alla cucina dell'Eliseo. Son cose...

martedì 15 maggio 2012

Ansel, dove sei?



Mìgola cammina tra le margheritine.
Mìgola non ha cinque anni, nemmeno dieci, ma queste ciabattine gialle la fanno sentire leggera e un po' spensierata.
La commessa ha sorriso con tenerezza mentre impacchettava, con cura, i jibbitz colorati.
 Mìgola si fotografa nel prato e il tipo di inquadratura  le ha fatto improvvisamente ricordare questo blog.
 Ansel è stato, per me, fonte di ispirazione nei primissimi mesi di vita del blog, quando tutto era nuovissimo, i blog erano mondi magici, c'era Splinder, Faccialibro era solo per gli adolescenti e i blogger erano allegri e pieni di idee. 
I primi commenti, timidi, sul blog di un vero professionista, li ho fatti firmandomi "Trentina all'estero".
 Quando non ero Mìgola, quando non scrivevo pensieri sparsi in maniera sfacciata.
Ansel, dove sei?

venerdì 11 maggio 2012

Le streghe di Natale


Devo confessare che io ho due vite parallele, già, forse anche tre.
 A volte, direi spesso, dimentico di far comunicare questi mondi e credo di aver detto delle cose da una parte e non dall'altra e viceversa, un po' come le nonne che rischiano di raccontare le loro piccole avventure allo stesso sventurato nipote.
Comunque... ho  raccontato, al mio piccolo mondo di FB, della gustosissima lettura di questo romanzo giallo pieno di umorismo. Avrei dovuto dare, invece, la precedenza al mio prezioso spazio blog, in quanto è QUI  che, casualmente come si conviene a tutte le belle scoperte, ho conosciuto l'autore di Le streghe di Natale.
 Lui, prima, mi ha stregato con i suoi racconti di una Venezia nascosta  e poi mi ha teso l'amo con questa deliziosa serie di romanzi.
Ho scelto, sull'onda del campanilismo, di leggere questo per primo (l'autore mi ha bonariamente sgridato!) che non è affatto il PRIMO romanzo della serie rischiando di non capire certe dinamiche.
Invece, sono subito entrata, senza fatica, nel mondo di Milla e mi sono immediatamente sentita a mio agio negli intrighi gialli-casalinghi. Devo però ammettere che è il narratore che mi intriga, è lui che colora, presenta, nasconde, sorride e manovra la storia standosene comodamente e abilmente seduto nelle varie cucine e trattorie. L'iperattivismo della "moglie in giallo" è perfettamente controbilanciato dalla calma terapeutica di un Carlo che è di volta in volta : spalla, compagno, compare, complice...
Un romanzo gustoso e fresco che si legge tutto d'un fiato e che mi ha fatto, più volte, ridere ad alta voce.
Un romanzo che mi ha fatto viaggiare nella mia terra ma questo è stato un regalo solo per me...
Da leggere senza moderazione!



giovedì 10 maggio 2012

Eroismo

Nel mio, solo apparentemente, tranquillo quartiere un ragazzo di vent'anni ha affrontato un tizio armato che aveva già sparato al rivale in amore e che stava massacrando, con il calcio del fucile, l'amata ormai a terra in fin di vita.
 Il ragazzo passava in auto, era mattina presto, andava al lavoro, ha fermato l'auto, è scivolato alle spalle del folle, lo ha riempito di pugni e bloccato finchè non è arrivata la polizia. I gendarmi lo hanno definito un atto coraggioso ma pericolosissimo.
 Lui ha minimizzato. Non potevo non farlo. Aveva capito che, se non fosse intervenuto, la donna sarebbe sicuramente morta.
Io credo che i suoi vent'anni lo hanno aiutato.
 A vent'anni c'è la forza dell'impulsività, il coraggio dell'incoscienza, la spavalderia dell'energia.
 A vent'anni pensi dopo e, anche dopo, sottovaluti.
C'è chi gira gli occhi e fa finta di niente anche quando dei ragazzini brufolosi fanno i bulli in tram e c'è chi non ha paura di un pazzo armato di fucile.
Il coraggio è fatto di paura. Il coraggio é la forza di non ascoltarla questa paura, è pensare che, se c'è uno motivo giusto , tutto andrà bene.


Vi giuro che, sulla foto, il nostro eroe assomiglia un po' a Leonida.
Speriamo non si rovini con l'età, per il coraggio dico.

mercoledì 9 maggio 2012

Indovina chi viene a cena?

Parlare di filosofia, di matematica intuitiva, di Heidegger, di Husserl.
 Chiedersi quale sia il profondo legame tra filosofia e matematica e cercare, nei cassettini della memoria, le idee sui numeri di Platone e di Aristotele.
 Non meravigliarsi poi tanto che un informatico sia laureato in filosofia.
Sentirsi ancora un essere pensante dopo una giornata di casalingaggine è proprio una bella sensazione.
Avere ospiti con un cervello funzionante a cena è un regalo che, ultimamente, mi faccio raramente, peccato!




Ho voglia, anzi, ho bisogno urgente di socializzazione intelligente...

lunedì 7 maggio 2012

Monsieur le Président...

Le destre mi inquietano
ma questa sinistra mi lascia perplessa.
I toni della destra mi fanno sorridere
ma le promesse della sinistra mi preoccupano.
Temo delusioni molto prossime e un'austerità travestita da misure ineluttabili.
Però la sinistra è allegra, è giovane, è colorata e ama la musica buona,
la sinistra ama la festa di piazza,
i fiori rossi,
i cortei di moto,
e canta Bella Ciao.
Impossibile, per me, non avere un po' di speranza per questa sinistra "promettente".





Auguri Monsieur le Président!

giovedì 3 maggio 2012

Faccia a faccia

Sarà perchè nessuno chiederà mai il mio parere, sarà perchè ho salito un milione di scale, sarà perchè sono ambedue noiosi, ma al terzo: C'est un mensonge! mi è calata inesorabilmente la palpebra.
Un ipnotico match da fondo campo, schemi classici destra-sinistra: io assumo, tu licenzi ma tu come fai ad assumere? vedi tu che io torno ai 60 anni per la pensione, voglio proprio vedere come fai, tu hai fatto i regalini ai tuoi amichetti ricchi, tu sei un fellone bugiardo...
E così, da una posizione seduta, che denotava la giusta predisposizione all'ascolto, sono lentamente scivolata in posizione più comoda, poi ho messo su le gambe, poi ho sistemato il cuscinone, poi mi sono messa sul fianco, che è meglio per la schiena e infine ho pensato che era strano che parlassero di limoncello durante il confronto politico, forse Carlà lo conosce il limoncello, che poi volevo chiederle mi scusi signor Hollandè vado bene da questa parte? 'Che mi hanno detto che se continuo verso sinistra finisco ad Amalfi e se vado a destra c'è Fessenheim che, se un giorno cede, va tutto a schifio e ci troviamo anche noi fosforescenti...
Poi il signor Hollandè ha fatto uno dei suoi sorrisini maliziosi e si è avvicinato al banco dove sedeva il piccolo Nicolas , con la bacchetta che sibilava sinistramente,  allora Nicolas ha detto: non siete voi che date i voti qui!

Io non so come andrà a finire, ma spero tanto che i francesi siano restati seduti composti, ieri sera, davanti alla tv.

mercoledì 2 maggio 2012

Perversioni stagionali

Per quale strano meccanismo mentale quando  torno da una vacanza  cerco, in tutti i modi, di annullare immediatamente tutto il benessere accumulato?
Oggi, dopo due giorni magici, di riposo in un posto incantato, ho pensato bene di fare il fatidico "cambio armadi"!
 Formuletta malefica che indica l'atto di spostare vestiti, la maggior parte mai indossati nella stagione scorsa, in anfratti alti e nascosti degli armadi, per sostituirli con vestiti che, per la maggior parte, non verrano indossati nella stagione a venire.
Questa perversione stagionale ha messo a dura prova la mia schiena ma non è riuscita a cancellare i colori e i profumi che mi hanno accompagnato lungo tutta la giornata. Profumo di limoni, di mare...profumo di costiera amalfitana che sale fino a Ravello e ti avvolge.


No, maledetto armadio,io ero e sono ancora in vacanza...con la mente!